Gala Dalì

Imperare sibi maximum imperium est

domenica, 29 gennaio 2006

Strano come la musica dipenda da noi. La voglia di musica, intendo, il bisogno di una canzone piuttosto che di un'altra.

Come quando sai che di un libro mai letto, e in camera da almeno otto anni, è arrivato il momento.

Giusto per l'amore di quei dettagli da incrocio sul treno, il libro in questione è La linea d'ombra di Conrad. Gli incroci sul treno sono quelli in cui di un passeggero conosci solo il libro che legge, com'è vestito e che faccia abbia. Che voce, se parla al telefono un attimo. Ma io di treni ne ho presi davvero pochi, in Sicilia non c'è dove cazzo andare col treno. Catania-Palermo sulle rotaie dura cinque ore, e due con la macchina, fatte con calma.

Si studia stanotte, con l'Atlante sul tavolo e fantasie di Berlino.

Gala*

Postato da: galadali alle 22:20 | link | commenti |

domenica, 22 gennaio 2006

Stanotte?

Il Bolero di Ravel incalza dalle casse e culla e poi rincorre le mie fantasie.

Su cosa?

Sul Portogallo, sul piacere sottile dell'abbandono.

Ho comprato un calendario così bello, ma così bello che ha un foglio per ogni giorno. E poi come tipico di me voglio comprare un'agenda in cui monitorare psicopaticamente tutto ciò che mi succede, cosa mangio, a che ora, quante sigarette fumo, se mi viene mal di pancia dopo che mi sono arrabbiata, se ho pensato qualcosa di cattivo.

L'inizio del nuovo anno, ogni anno, non cambia proprio un cazzo, però  ti permette di sognare un po'.

So bene che non comprerò l'agenda che sogno di tenere da anni, e che se mai lo farò durerà one week, ma continuo a desiderarlo e a cullarmi all'idea che sia possibile perché è ancora Gennaio...

Che poi non serve a un cazzo Gennaio a metà anno. Ma se è l'inizio dell'anno, direte? E si, ma di quello solare. Di quello scolastico non è nemmeno il vero centro, cos'è, un due terzi? Una sezione aurea?!

Ho dormito tutto il pomeriggio e non ho più sonno. Sento il mio stomaco incazzato e devo studiare. Come cacchio ho fatto in questi anni a studiare tanto e non essere ancora laureata? Boh, misteri del vecchio ordinamento..

Ma domani, mes amis....

E' ancora domenica, et je suis sauve.

----

P.S. La fissa dell'agenda mi è venuta almeno 5 anni fa... Primo per capire cosa cazzo facessi dei ben 365 giorni di un anno intero, che sembravano squagliare senza lasciarmi mai tra le mani un oggetto da me prodotto (concreto o astratto che fosse) computabile il 31 dicembre tra i risultati ottenuti, e secondo da quando ho trovato un'identica pila di agende alla morte di un vecchissimo e lontano pro-zio marinaio... Potrei dirvi che tempo ha fatto ogni singolo giorno di sperdute annate prese a random dall'ultimo secolo... Non so voi, ma io mi ci sono persa dentro. La sola cosa che ricordo di lui... Aveva un occhio nero e un occhio blu.

...ma buonanotte va...

G*

Postato da: galadali alle 01:50 | link | commenti (1) |

venerdì, 13 gennaio 2006

Boh, non ne ho la più pallida idea.. Sarà perché non c'è il sole e non ci sono abituata, perché sono debole e non riesco a fare sport da tre mesi, perché mi faccio la lotta ma mi perdono troppi difetti, perché sono pigra...

Ma tutto insieme mi dà ai nervi, dio come mi dà ai nervi.

E invece di reagire me ne sto impalata a non fare un cazzo da mattina a sera, mentre tu studi tanto che non ci vediamo nemmeno più. E' venerdi e non ho uno straccio di programma per il weekend, né voglio farne. Nessuna voglia di leggere, guarderei film a raffica uno dopo l'altro.. Mia madre osserva i miei movimenti ed io mi riempio di fastidio. Vorrei vivere con te credo, o sola. Mi sto facendo una vecchia lamintusa, ma che roba..

Volevo correre ma ho mal di pancia e poi mia madre è sempre troppo vicina. Un centro di gravità immobile e imponente.

A me cosa manca? Le palle per modellare la mia vita. Per scegliermi il "destino", così che poi se va male non debba prendermela con me stessa. Che inettitudine. Codardia.

Gioco ancora alla bambina che gioca a fare l'adulta, ma adulta nel frattempo ci sono diventata e di autenticamente adulto non ho proprio nulla. Scrivo accanto al balcone spalancato e il freddo mi irrigidisce le dita, le gambe.

Uso centinaia di scuse, sono un bluff vivente.

Voglio uscire.

 

Postato da: galadali alle 11:20 | link | commenti (3) |

domenica, 08 gennaio 2006

Dormono tutti, dovrei andare anch'io.

Invece sorrido perché a mezzanotte mi gira di lavare a mano un po' di biancheria.

Poi mi trema un occhio; sono nervosa? Forse perché non ho studiato abbastanza.

L'amore mi riempie. Mi svuota. Mi possiede. Avevo dimenticato quale paradiso era nascosto nell'odore dei suoi capelli. E' ciò con cui mi entra dentro e si aggrappa ad ogni parte di me.

-G

 

Postato da: galadali alle 00:27 | link | commenti |

 

Archivio

oggi
aprile 2009
luglio 2008
luglio 2007
agosto 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004

 

Categorie

Bottoni

Counter

visitato *loading* volte