Imperare sibi maximum imperium est
O impari a parlare o è meglio che lasci perdere.
Sarebbe già un buon punto di partenza.
Odio in pillole tutto per te.
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Sulle mie labbra?
Il ricordo del sapore di un martini bianco. Limone, e ghiaccio.
Il fumo di una sigaretta, poi due, poi quattro. Seduta e truccata e guarda il mio corpo. I miei occhi. Le mie labbra.
Appartieni a chi ti dice che questa notte sei la più bella.
"Fa che siano i più belli cui io abbia mai assistito", ma sono certa che alla fine non è stato così.
Sono passati otto anni da quando l'hai detto?
Da quando l'hai detto centinaia di notti uguali. Tutte uguali a questa.
Il senso di un mio gesto è solo eco dei tuoi nella mia lontana (?!) adolescenza.
E sono stanca, voglio crescere, dimenticarti, trovarmi.
Non eri solo un grande amore; hai sbagliato così tante cose con me.
La responsabilità è un giogo che davvero in pochi sono in grado di portare. Ma io e tu volevamo cadere, lo abbiamo voluto a tutti i costi.
Ne paghi le conseguenze, mi chiedo ogni tanto? Io enormemente. Di te non posso dire nulla. Sono passati secoli da quando potevo chiederti Come Stai e tu avevi voglia di rispondermi.
Se ti incontrassi di nuovo, dopo tutti questi anni... Avrei ancora quindici anni e l'apparecchio e quell'asma nervosa che mi è nata con te.
E' rimasta il segno evidente di ogni mia emozione. Ciò che hai cambiato tu è il mio nuovo corpo e la mia nuova mente e la mia nuova vita. Sono saltata nel vuoto verso il mio futuro, e il trampolino.. that was You.
Lo so che non sono stati i più belli. Ma in questi anni qualcuno di così bello da inorgoglirti sono riuscita a farlo. Prima o poi mi capiterà di raccontartelo. Forse. Per quanto... Io sono certa che tu lo sappia già.
E non si fa altro che andar giù. On the road.
Arriva per tutti, il giorno in cui Rimmel suona dalle casse senza sosta e l'ultima volta in cui vi siete abbracciati è ancora tutta addosso a te. So che non dovrei dirlo, ma i tuoi occhi sono enormi. Enormi. E il tuo sguardo mi ha dormito addosso mentre io ridevo nel pieno del mio sonno. Mi sono svegliata sommersa da te, è stato un attimo, dormivo e ridevo e intanto mi svegliavo e il sole e le pareti erano gialli e caldi come i tuoi capelli sottili. So che non dovrei dirlo, e non te lo racconterò mai quanto oggi sia quel giorno in cui Rimmel ci congeda. Ma quel che so è che dovunque fossi il tuo risveglio è stato giallo quanto il mio. E io ti sommergevo. E Rimmel suonava nel tuo stereo.
At least, once.
Gala.
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