Gala Dalì

Imperare sibi maximum imperium est

lunedì, 23 maggio 2005

Quando dimenticherò il male provato per Qualcuno con il bene provato per Qualcun Altro?

Non che mi riferisca al chiodo schiaccia chiodo, ma al fatto che sostituisco dolore al dolore invece di bene al dolore. Aspetto una telefonata e pensavo sarebbero stati i trenta minuti più lunghi dell'anno, ma invece a ben pensarci a gennaio ero al top della disperazione per il solito Grande Amore, e devo averle passate lì le ore più  lunghe e buie dell'anno.

Queste in confronto sono solo stordimento, qualche lacrima, d'accordo, lo ammetto, ma ciò che mi dà più fastidio è l'idea di dover stare sempre male per le mie storie invece che bene come sarebbe normale.

Ma chi può combinare tanto casino in un solo mese?! Io ovviamente, che domande.

Vorrei che l'Università fosse un'accademia in cui vivere isolati e dormirci e mangiarci oppure un lager come il liceo in cui se manchi un solo giorno o non studi un solo giorno le conseguenze sono brucianti e immediate. Questo fluttuare fra scadenze lontane e autonomia di organizzazione cozza in maniera disperatamente evidente con il mio carattere. Manderei tutto a puttane. Invece ci vado io.

GalaCrack_

Postato da: galadali alle 18:54 | link | commenti (4) |

domenica, 22 maggio 2005

Incredibile, ma diesel.

Non è possibile, non è tempo e non è nemmeno sorte...

Sono di nuovo single. Proprio perché ieri avevo capito che era una nuova storia seria, Nuova-Storia-Seria mi ha detto questa sera che dovevo lasciarlo. Io, s'intende. Perché un giorno, sostiene, l'avrei odiato, e quindi meglio lasciarci oggi visto che abbiamo entrambi capito che stavamo facendo sul serio...

Ma secunnu voiautri, a ggenti, nun è pazza cumpleta?!

Cioè ma andata di fuori totale come un balcone, si diceva da ragazzi.

Ma cosa cazzo è questo terrore dei sentimenti?!?!

"oddio scusa io credevo che avremmo solo fato sesso ma ora ti voglio anche bene e stiamo troppo bene, lasciami."

Manco le palle per dire ti lascio. No, il top del top. LASCIAMI.

E se domani si ripresenta alla mia porta come sette giorni fa a seguito della stessa identica discussione con finta lasciata apocalittica io giuro che a Nuova-Storia-Seria leverò gli occhiali o le lentine e gli sputerò a pié pari negli occhi. Lo giuro, siete testimoni.

Non si rompe il caz... così quando uno è contento e sta bene e non ha motivo di lamentarsi. E quando mai aveva detto di volere solo sesso?! E poi perché mai rinunciare per timore del farsi male un giorno chissà forse fra sei mesi o sei anni....?! Ho una rabbia che non ve lo immaginate. Avevo comprato una bottiglia per cenare a casa sua stasera ma vi asscuro che domani vado a romperla contro il vetro della sua cucina. E poi attacco l'etichetta sul parabrezza della macchina con la colla indelebile.

Ora.... Ma mondo boia ma che vuol dire rinunciare?! E' un limite mio non conoscere questa parola? Io non rinuncio a farmi del bene e non rinuncio a farmi del male. Nè avrei motivo di rinunciare a questa nuova storia, perché sono convinta che abbia solo timore di  passare dall'assodata tenerezza estrema a intenso affetto e derivati... Ma non ne ho più voglia, cioé uno che fa così ti fa passare la voglia. Io non sono più una ragazzina, ho venticinque anni, e tu ne hai trenta cacchio, voglio qualcuno che dica sì, okay, stiamo insieme se stiamo tanto bene...

No, fanculo e strafanculo, no. Non mi sbraccio per nessuno stavolta, sono troppo incazzata. Mamma mia quanta dietrologia ma perché mi attraggo tutti i casi clinici lasciati a piede libero in città?!?!

Ero così felice ieri... Non ti sopporto, cazzo. Non sopporto chi mi fa del male senza motivo. Ma sarà vendetta e guerra. Non avrai la forma blanda in cui mi vuoi. Sono troppo incazzata. Non l'avrai punto.

Si torna alla beata solitudo?

Gala alla riscossa punta mira e spara.

BANG, Fuck off. GalaWar---------!

Postato da: galadali alle 03:16 | link | commenti (1) |

sabato, 21 maggio 2005

Non saprai mai che questa notte ti ho scritto una mail e poi l'ho cancellata senza salvarla e senza inviarla.

Spero non saprai mai come pericolosamente mi sto avvicinando al cercarti di nuovo.

Il blog è tutto quello che avevo da darti in questi mesi e ho rifiutato di darti.

Adesso l'alcol che mi tiene sveglia farà meglio a decidersi a mandarmi a dormire.

Ti amo? Ancora?

Non so più cos'è l'amore. Non può essere questa fissa che ho per te. Sarà quello che che avevamo secoli fa o che non abbiamo mai avuto e adesso ho una storia nuova da oltre un mese e sembra seria e sembra forte ma tu cosa sei? e dove? e chi?

Tanto sono ubriaca, e sola.

Ho ballato sola e mi han detto che sembravo la Libertà fatta libellula e poi fatta donna e poi fatta Me.

Ed era così, ero Libera questa notte.

Impagabile sensazione.

Buonanotte ad ogni cosa.

Gala*Dalì*

 

Postato da: galadali alle 02:17 | link | commenti (2) |

venerdì, 13 maggio 2005

Ma che coss'è l'amor....

Guardo foto mie e tue di qualche anno fa. Adesso ne son passati cinque da quando mi sono innamorata di te. E non sei più il mio pensiero costante, ignoro cosa fai da mesi. L'amore si trasforma in una veste che indosso sotto gli abiti di tutti i giorni, non si vede ma sta lì, aderisce al mio corpo come se da allora mi avessi ottenuta per sempre.

Mi dicono in tanti, troppi, tutti, che un amore come il nostro non andrebbe ucciso ma vissuto fino al suo termine. Ed io oggi guardando una lucertola in giardino mi chiedevo: ma cosa sto facendo?

La cosa più giusta o la cosa più errata?

Chiuderti fuori dalla mia vita. E tu chiudermi fuori dalla tua. Non lo so, io non lo so. davvero.

Riuscire a non sentirti per mesi è una conquista enorme per me. Ma cos'è cambiato? No, sciocca, ne sono cambiate tante cose. Stavo impazzendo di dolore a stare con te, di gelosia, di attaccamento. Adesso vivo al di sopra delle cose e non vi affondo che i polpacci fino alle ginocchia. Il che è evidente, è insieme un pregio e un difetto.

Però se sentirmi viva fino in fondo è sentire tutto quel dolore allora io preferisco questa malinconica apatia e forse anche la sensazione di spreco che a volte mi corrode.

Ti penso, ti guardo in foto per pensarti meglio e di pù. Ma non la alzo la cornetta, no. Dubito che resterò a lungo di questo proposito ma sono periodi, ogni tanto capitano simili picchi di intensa malinconia. Poi passano, e allora mi dico Brava, anche stavolta non hai ceduto.

Mi chiedo se non sia quasi un esperimento quello che sto facendo, una prova di forza ai miei stessi occhi. In realtà non ti chiamo per orgoglio perché abbiamo chiuso con te che mi annunciavi una nuova storia. Ecco, già solo a ricordarlo mi si irrita lo stomaco. E' così che trovo la forza per non cercarti. Se sapessi che non stai con nessuno, da almeno un mese diciamo, ti cercherei al volo.

E quando poco fa in giardino pensavo queste cose mi son vista un attimo da fuori. Cercarti se da un mese non stai con nessuno? E cos'è una quarantena? Ma che diritto ho di possederti? Di volerti mondare dalla traccia di altre donne per averti integralmente mio? E' una follia, mi sono detta. Una follia d'amore e possessività. Per questo non ti cercherò. Perché stavi male per le mie follie, quand'anche motivate da ragioni che facevan capo a te e tu non hai risolto mai.

Allora lo vedi? Ogni volta che penso ai fatti la risposta si delinea da sé: io e te non possiamo stare insieme.

E' quando sento, invece di pensare, che desidero enormemente prendere un gelato insieme a te. Poi odorare i tuoi capelli. E poi lasciare tutto e andarcene via insieme per sempre.

Puah, romanticherie del cazzo. Gala guardami negli occhi ed esci le palle. Se chiami ti stacco la testa.

 ok, afferrato il concetto... Non chiamerò. Brava. Brava la scema...

 

Postato da: galadali alle 17:39 | link | commenti (2) |

giovedì, 12 maggio 2005

Inquietudine... Il caffé mangia le pareti del mio stomaco ed io  mangio pane che lo possa assorbire, ma invece alla fine si riannoda tutto in un unico enorme buco viscerale.

Viscerale è una parola che uso e amo e che coltivo poco saggiamente. Tachicardia. Ma ecco cosa farò. Fumerò una sigaretta perché non fumo da almeno quattro sere.

Assenze e carenze stingono questi giorni. Mancano delle persone ed io manco al mio dovere.

Raccontare qualcosa? Ho incontrato stamattina una mia compagna delle elementari e mi sono intenerita enormemente. Qual è il motivo? La vita che prende un bambino e lo nutre fino a farlo diventare un adulto. Nemmeno troppo perfetto. Tuta e chili di troppo. Passeggiava con sua madre, ricordavo persino anche  lei. Ma quella stessa identica faccia di gioia e salute dalla pelle chiara liscia di abbondante carne che la stira e occhi di un azzurro appena troppo chiaro per essere saette folgoranti. Una ragazza normale. Teneramente normale. L'ho guardata a lungo ma non l'ho salutata alla fine. Volevo che nessuna sua parola guastasse le mie fantasie sulla vita che aveva scelto.

A teatro, stasera. GalaCaffé.

Postato da: galadali alle 20:26 | link | commenti |

mercoledì, 11 maggio 2005

"Troppe volte zero, baby, non vuol dire uno".

Un caldo soffocante e il mio corpo è gonfio di nulla, ma tumido e livido lo uso per portarci dentro una carne male acconciata.

E una coscienza che è così avvilita da non saper più neanche dire Grazie, dire Scusa, Non è stata colpa mia quando davvero non è stata colpa mia.

Il silenzio di chi desidera su di sé una pena superiore alla condanna, perché cosa ne sai tu di come mi sento? Guardi i miei gesti e li trovi sporchi e blandi e difettosi strascichi dei tuoi e poi mi dici di non valere un cazzo così che io valga ancora meno di Nulla.

Ed è così immenso l'amore che provo da starmene zitta a piangere. Perché è Ineffabilità quello che fa il legame fra noi due. Ed è una storia vecchia quanto il Re Lear di Shakespeare. Non siamo nulla di nuovo.

Per ogni cosa che vien fuori bene ce n'è decine che vengon fuori male. Ed io vorrei quasi una  tragedia perché nella morte si perdona tutto.

Mentre scrivo il mio corpo suda e lacrima. Bang.

 

Postato da: galadali alle 16:03 | link | commenti |

 

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