Imperare sibi maximum imperium est
Il tempo umano prima dei cellulari era diverso. Erano lenti giorni e lunghissime notti, erano attese e inchiostro e francobolli e paradossalmente non esisteva nemmeno la solitudine. Forse l’hanno inventato pensando all’enorme utilità di quella sera che per andare ad una laurea in un agriturismo sperduto nella piana di Catania senza cellulare non saremmo mai arrivati. O per quella volta che sull’Etna ci siamo persi dopo otto ore di marcia ed era già buio e freddo, e tutti avevano i fighissimi gsm appena usciti dalle fabbriche che però non prendevano un cazzo, e abbiamo chiamato la forestale con il mio vecchio mattone di e-tacs e ci siamo salvati così. Ma poi abbiamo iniziato a tenerlo acceso anche quando stavamo a casa, e a comprarne più d’uno per famiglia, ché invece prima ce n’era uno e chi usciva per fare cose particolari (tipo le gite) lo prendeva per mezza giornata. Infine ne abbiamo comprato uno ciascuno, e poi due ciascuno, e io sono già al terzo, mia madre al terzo, mio padre almeno al quinto, mio fratello forse quarto. E lo abbiamo usato per non sentirci soli, per essere ovunque con chiunque anche se eravamo soli a casa ed erano le tre di notte. Lo tenevo acceso 24ore al giorno, quand’ero fidanzata con il Grande Amore, ché in ogni attimo per la persona che ami vuoi essere lì, e saprai ogni sera a che ora va a letto, e quando si sveglia, e quando ti pensa. Oppure sei seduto al pub con il Grande Amore e gli amici sono lì dentro la borsa, e aspetta tesoro, sono tutti da Francesco, li raggiungiamo?
Ha mica l’aria di solitudine, tutto ciò?
Tremendamente, cribbio, per me.
Perché quando sono fuori con te e tu sei insieme con me e tutta la rubrica del tuo telefonino io mi sento sola, e in imbarazzo, e infastidita. Perché lì dentro ci sono persone che in ogni minuto possono agire sul tuo umore e cambiarlo in corso d’opera mentre magari stiamo facendo una tranquilla chiacchierata o una bevuta o chissà che. E poi è domenica mattina, mandi un sms dopo mesi, e dio… aspetti la risposta….
Ché se io l’ho mandato dopo mesi perché mai il mio Destinatario dovrebbe affrettarsi a rispondere in tempo reale?! Ecco, inizia il calvario.
Per non essere soli oggi bisogna spegnerlo il cellulare, ci avete fatto caso? Io funziono così, quando mi sento sola lo spengo. Così mi metto in pausa da tutte le attese disilluse che sfibrano il mio striato cardiaco.
Lo spengo e metto un diario dentro al cassetto del comodino. Con una bic nera accanto all’abat-jour.
Credete che il fondo sia deliberatamente ubriacarsi soli a casa di sabato sera con la tuta e non-guardando la tv accesa perché piangi ininterrottamente da ore? Credete che siano gli occhi pesti di questa mattina, e il mal di testa, e la nausea per ogni libro, e il pensiero fisso al Grande Amore che mi ha comunicato ieri di stare con un’altra donna?
Io credo di sì, il fondo emotivo è questo. Le sole cose peggiori che immagino sono il suo matrimonio e il suo funerale. Entrambi gli eventi, mi auguro, estremamente lontani, e per allora forse sarò “guarita”.
Quindi è così, che da oggi devo iniziare a risalire…. Non funzionava così? Che quando uno tocca il fondo può solo risalire? Certo… più scrivo e più penso ad altre tragiche possibilità… Tipo incontrarli insieme, o sapere che fra anni sono ancora felici, o mille altre cose più intime che censuro per decenza… Ma una cosa è certa, e non è che mi faccia piangere di meno perché da innamorata sono a pezzi, ma almeno non mi uccide pure nell’orgoglio di donna: so chi è l’altra, e vi assicuro che è decisamente meno bella di me. So che si somigliano di più di quanto non ci somigliassimo noi, e magari l’ha scelta per questo, non lo so, non lo voglio sapere, non ci voglio pensare, non non e non. Ma sapermi più bella mi dà un briciolo di forza, non sto neanche a spiegarvi perché…
Però la gente è fuori di testa, ve lo giuro.
Mi ha chiamato di mattina (quinta telefonata in 5 mesi) per dirmi Ti amo andiamo a vivere insieme. Vi risparmio la telefonata d’amore mielosa e melensa da nausea che è uscita, vi basti sapere che ero così felice da richiamare appena dopo pranzo per un salutino veloce…. Vodafone, il cliente chiamato è al momento impegnato in un’altra conversazione… Vodafone, il cliente chiamato è al momento impegnato in un’altra conversazione… Vodafone, il cliente chiamato è al momento impegnato in un’altra conversazione… Gli mando un sms scherzoso dicendo ma come, stamattina ti vantavi di avere ancora lo you&me con me e mò parli ore con qualcun altro? E mi richiama dicendo sì scusa, era…. no insomma….. amici…. …Amici? Sì..no… va beh… aspetta… chiamami a casa…
Eh sai, sto con X.
…Anche qui vi risparmio la telefonata. Più che altro ne risparmio la memoria a me stessa…
Così oggi mi ritrovo questi occhi che a gonifiarli di botte sarebbero sembrati più carini, e il mal di testa da MarsalaBrandyPassoa (insomma, quello che c’era), e con sogni confusionari e con il naso intasato e fuori c’è pure la pioggia, perché il tempo ha deciso di adeguarsi a me…
Ché poi, come una mia cara amica, sarete lì pronti a dirmi “oh, e di che ti lamenti? Non state insieme, tu ogni post hai un Tale Qualcuno di nuovo, e quello non si può mettere con una ragazza?” E io lo so che è così… e infatti la mia civiltà è stata enorme, e non ho battuto ciglio mentre parlavamo, a parte la piccola obiezione “allora che cazzo mi dici andiamo a vivere insieme se stai con un’altra?!” ..Già, a parte questa che avevo tutto il diritto di dire sono stata veramente brava. Ma il punto infatti non è questo. E’ il dolore di vedere la persona che ami andarsene via con un’altra. E sapere che lo stesso, tanto, vi amerete per un altro millennio, e che nessuno potrà farmi stare meglio e dimenticare e andare oltre e guarire…
Il che è una follia, una vita senza senso.
Mentre i libri per l’esame mi guardano, e i miei genitori mi guardano, e la mia migliore amica mi guarda, e mio fratello mi guarda, e la mia omeopata mi guarda, e lo specchio mi guarda, e tutti aspettano la mia prossima mossa…
GalaTearsAndTearsAndTearsAndFuckingTears.
Io non sono una donna che possa vantare molta concretezza, però ne ho più di tanti altri.
Il che dovrebbe portarmi a parlare di meno e agire di più. Ma allora perché in certi casi non riesco a fare nessuna delle due cose? E ho iniziato a scrivere pensando ai discorsoni sul futuro e sulla vita e sul lavoro che ho fatto stasera con mio fratello, ma a dire la verità di tutta questa giornata mi viene in mente solo una vicenda estremamente spicciola: Io che dopo un mese incontro il tipo carinissimo conosciuto a quella splendida festa del 28dicembre, in cui da ubriaca persa ero riuscita a parlargli come se lo conoscessi da una vita, e oggi che mi ha rivista ed è venuto vicino e si ricordava tutto e sapeva persino ancora il mio nome, ed io che ero fighissima appena uscita dal parrucchiere con il taglio e il colore fiammanti di zecca e truccata e vestita da vera signorina e insomma mi sentivo proprio carina......... behhhhhhhh....... praticamente ho fatto scena muta.
Cioè io praticamente ho fatto scena muta!
Tanto che quello se n'è andato pensando che mi disturbasse, e quando mi ha offerto l'accendino per accendere io, ma si può, gliel'ho levato dalle mani e ho acceso da sola..... Più distante di così non potevo essere... E poi ci siamo rivisti in biblioteca, aveva la coppola da vero siculo qual è, io fingevo di studiare e non averlo visto, ma quando seguendolo con la coda dell'occhio l'ho scortato fino all'uscita e dispiaciuta che andasse via ho alzato gli occhi... lui mi ha sgamata di brutto e ha sorriso. Il che porta a due conseguenze: ha capito che lo guardavo, ma mi stava guardando pure lui.. .o no?!
Ritenta Gala, sarai più fortunata.
Forse prima o poi la Gala diurna e quella notturna si metterano d'accordo per non sembrare due esseri completamente distinti e separati, così che magari chi mi conosce in giro di sera poi mi riconosce al mattino... Ma il punto è che la notte ha un effetto atmosfera, su di me, potentissimo...
Volevo partire ma non so se riuscirò. Perché manca proprio un po' di sano senso pratico.
Stasera passando la mano sul telecomando mentre cenavo ho sentito una battuta eccezionale in tv:
Lei, segretaria melensa di non so che, dice a Lui, Jack Nic. scrittore nevrotico di Qualcosa è cambiato: "Ma come fa a descivere le donne così bene?!" E lui risponde: "Semplice. Penso ad un uomo, poi gli tolgo Razionalità e Affidabilità!" 
Per esempio, non avrei potuto studiare, stasera?! Qua si laureano tutti except for me!
Per il resto.... Ho compiuto una scelta ottimale. Quella sì che era piena di senso pratico. Anche se dettata da una tremenda fifa per l'abnorme coinvolgimento emotivo che iniziavo a provare... Un'amica mi ha detto: ti comporti da sagittario sputato, fuggi davanti all'amore. E minchia, ho detto io, ci mancherebbe che mi lasciassi afferrare proprio in questo periodo! Nono, Tale Qualcuno mi iniziava a piacere troppo, al momento, non potevo, ho declinato sull'arrivederci e grazie. Ho preso gli insulti che mi toccavano, ho porto le mie scuse a occhi bassi, poi mi ha detto "lasciati sorprendere", ed io ho pensato... scappo dall'amore proprio perché mi sono lasciata sorprendere sin troppo, fino ad ora. Sorprendere indifesa a fianco scoperto. Mò si cambia registro, ma mi dispiace che ne faccia le spese qualcun altro.
Più che altro l'amore dovrà farsela alla larga da qui. Tanto l'ho appena dimostrato, egregiamente, vigliaccamente, sono pronta a rinunciare. Però sapete una cosa? Non me l'aspettavo di riuscire a resistere. Il motivo sarà pure stato la codardia ma... mi sento soddisfatta. Tanto che da due giorni.... sono riuscita a ricominciare a studiare.
La qual cosa è la sola cosa che disperatamente desidero.
'Notte, GalaPractical_
E c’era una gatta che dormiva al sole a pochi metri dal mio balcone. E la sua pancia gravida si gonfiava e sgonfiava seguendo il respiro del sonno, e il vento leggero sembrava una mano che ne accarezzava i peli morbidi. Ed è suo, oggi, tutto l’amore che azzavorra il mio ventre indisposto. Perché è sterile la donna il cui sangue fluisce fuori dal corpo ed è sterile l’uovo non fecondato, ed è sterile il fiore strappato alla terra, e sterile il pesce pescato dal mare, e sterile Onan, e sterile il ciclo, e sterile l’uomo moderno, e sterile la parola, e sterile la mano di chi sogna quadri senza saper dipingere.
C’era una donna il cui corpo era avvolto in carne amorfa ricoperta di pelle, unita a lei per un fianco, e nello srotolarla si stendeva come pane impasta modellato da un paio di mani grandi, e teneva le braccia distese sopra la testa, e metà del suo corpo si scioglieva a partire da un seno e dal ventre e da un fianco e dal gluteo, ed io ho la testa piena di quadri che continuo a sognare ma non riesco a liberarmene perché non so disegnare. E ditemi, se non è tutto ciò una perfetta sterilità.
Io non ho una gran fantasia, ma ho una vita onirica con cui potrei scrivere decine e decine di copioni per Cronenberg. E poi sogno quadri assurdi, continuamente.
Sarò davvero Gala Dalì? Inizio a pensare che Salvador mi stia facendo del male, o suggerendo qualcosa.
Voglio passare da quel lato della vita in cui le cose si FANNO.
Lo studio di Arte e Letteratura è così teorico, dio, così teorico che mi sembra di non avere più mani e piedi. Per questo mi massacro di sport, non sto mai ferma, ripeto camminando e facendo addominali. Perché il mio corpo altrimenti si scioglierebbe insieme a quell'inutile fluttuare di ismi.
..........
GalaSick.
Ed ora... Una chicca da weekend passato con la mia adoratissima nonna:
Un'ora dorme il gallo, due il cavallo,
tre il fante e quattro il viandante,
cinque ore l'uomo d'affari,
sei lo studente, sette ogni altra gente,
otto ore la signoria..... di più è porcheria! 
Avrei dovuto studiare ma... non ho resistito a chiacchierare tutto il tempo con lei, avendola in casa per qualche giorno. Quel sapore di racconti lontani e circoli ufficiali del Ventennio e fidanzamenti senza parlarsi da finestra a finestra e la campagna d'Africa e scandalizzare il mondo pur di laurearsi in matematica. Oh, miei cari, ho una nonna che è un capolavoro di donna. Ha 85 anni e sta ancora rinnovando la patente, e si è fatta il capodanno a Tunisi con gli amici. Che altro devo dire?!
Che mi somiglia da morire, già, questo non l'ho detto. Ma ora bruciano gli occhi, sarà stato lo shampo, devo già dormire. Come ben vedete, serena e contenta.
Andrò presto a sciare. La mia felicità in previsione di questo evento può eguagliare solo quella di un atleta alle Olimpiadi. Esiste per voi un'attività che vi renda tanto completi? Un elemento come la Neve che racchiuda la perfezione? Ho già pattinato sul ghiaccio quest'anno, mi sentivo ultra fortunata. Ma della Neve, il ghiaccio, è solo un surrogato. Di sciare, il pattinare, solo una blanda imitazione. Il mio corpo è pronto ad accogliere ogni gelo. La purezza di quel bianco. Mangiare la neve, toccare la neve, scivolarle veloce sul dorso e sui fianchi. Grazie al ragazzo che lì mi porterà, anche se non lo faremo mai, anche se l'ha detto senza troppo impegno. L'idea che potrebbe accadere mi basta per sognare un intero inverno. E certe volte penso, ma perché cavolo sono nata in Sicilia?! Dovevo stare sulle Alpi! Guardavo in tv la Coppa del Mondo di sci, qualche giorno fa. Ed ecco, io la vita su un paio di sci l'avrei decisamente passata. Ma la geografia non è un'opinione. Mi hanno messo ai piedi le pinne. .....Puah.
Gala, ricordati di studiare domani, ti prego. Mettici testa e finisci. Sai quanto dopo ti sentirai leggera?
Oggi ho sentito per un attimo il Grande Amore. Lo so, non avrei dovuto. Ma ero serena e gli ho augurato una buona serata. Meno male che my best friend non conosce questo blog, o qui mi prenderebbe a pugni.
La serenità è un dovere che ho verso me stessa, mio padre, mia madre. E verso tutte le persone meno fortunate di me. Ché lo so, quanto poco basterebbe. Invece di sprecarmi a fare l'esistenzialista schizofrenica che poi si gratta la pancia e si ubriaca felice. Deficiente!
'Notte a tutti e a chi mi ha preso il cuor. Terrificante ammissione...
GalaSpiazzataDaUnNuovoIndefinibileRapporto***
Sole fuori da questa finestra, ma io dentro alla stanza in compagnia dei sogni affollati di stanotte.
C'erano dei quadri che stamattina vorrei essere in grado di ridipingere, c'era una casa enorme dentro e intorno alla quale io giravo e scoprivo nuove stanze e incontravo persone. C'era il mio Grande Amore da cui qualcuno mi allontanava con la forza, credo fossero i miei genitori. Ma io ricordo così bene quell'incontro in uno dei giardini della casa, e il tuo piercing che brillava tantissimo, e i tuoi capelli e i tuoi vestiti neri. E mi sorridevi perché anche tu eri felice di vedermi, ché lo so che tu saresti felice di vedermi. Ma oggi devo farmi bastare i quadri, di tutto quel sogno. Dimenticare la sensazione di te accanto e cercare di ricreare ciò che ho visto. Non penso lo farò sul serio, ma almeno l'idea mi terrà distratta.
Oggi vado a un funerale, e ho un'influenza tremenda. Internet mi infastidisce un po', ma no, non è internet. Sono io che ne sbaglio l'utilizzo. E controllo troppo spesso la posta. Ma Gà, ma che aspetti?
GalaSick_
Probabilmente questi sono problemi stupidi.
Ma vaffanculo, e proprio di cuore.
Perché poi mi intossico, e domani metto punto.
Alle vacanze e a tutto questo ammiccare tenuto per registro di condotta, e alle porte aperte, e al cuore che non si ferma, e invece di blaterare e truccarmi e sentirmi forte, ho una voglia tremenda di tornare fra i miei libri dove nessuno può raggiungermi e ferirmi e respirare liberamente dalla mia volontà.
Domani sera ho un impegno, e se rinunciassi la mia più cara amica mi sputerebbe in un occhio. Ma io domani sera come ora e d'ora in poi vorrei star chiusa qui dentro e leggere e coltivare la mia sindrome di borderline fino a stabilizzarla su una temperatura polare che non si alzi dallo zero e non sciolga mai una corazza che ho tutta l'intenzione di rimettere. Che per altro certo non è guarire, ma almeno non è soffrire. E certe cose o persone sono come tremende infiltrazioni d'acqua che arrivano dovunque io cerchi di proteggermi e nascondermi, e portano tanti di quei virus che il mio stomaco si contrae e la mia testa gira, o mamma come girava questa sera, ma forse va meglio di mesi e anni fa perché ha girato solo dieci minuti e poi ero già pronta a servirmi del mio stivale a punta per scopi decisamente inconsueti e malsani.
Ma almeno, il dolore che quella faccia di cazzo faceva provare a me, gliel'avrei tornato tutto come si deve.
Poi gli amici mi han detto, Galina, andiamo, lascia perdere.
E Gala ha lasciato perdere, e lo so che avevano ragione. Non son cosa da poco gli amici. Però l'amore arriva dove un amico non può arrivare, purtroppo. O almeno, l'amico arriva più a fondo nel farti del bene, ma l'amore arriva più a fondo nel farti del male. Così va bene, andiamo a casa e lasciamo al pub la faccia di cazzo. Ma la strada, la macchina, le luci, le sigarette, la rabbia, la disperazione, l'impotenza, gli appigli, correre, la musica. E' tutto lì che mi gira intorno come un vortice ed io, la testa di cazzo che ho, non contenta del male provato, la vorrei solo poggiare lì dove è stata per anni. Come una stupida.
Mentre come una saggia corro a casa e non telefono a nessuno.
Sono piccole vittorie o sono ancora sconfitte?
Forse farà male per sempre, ma forse farà sempre meno male.
Unica speranza.
-Il titolo di questo post? "Quando incontri la troia con cui sei stata tradita".-
Just a perfect day, canta a random Lou Reed dal mio winamp. Ed io vi dirò, ogni ascolto di questa canzone dà sempre un po' benessere alla piccola Gala.
Dopo di che il silenzio, preferisco scrivere senza le interferenze emotive di certa musica. Per cominciare, si dice buon anno? Allora lo sia, anche se proprio quest'anno non mi sono impegnata molto in auguri, abbracci e circostanze.. Ma ho da dirvi che non è andata affatto male come temevo. Alle sei del pomeriggio del 31 ancora non sapevo dove e con chi sarei stata, causa tempo, causa scazzo, causa liti fra amici accoppiati (grrrr), e invece tutto si è risolto per il meglio come nel cielo riaperto dopo giorni di nuvole. Così siamo finiti in una splendida villa di campagna con camini e soppalchi e bracieri e vino e musicisti a confine tra il tanto e l'appena troppo peace'n'love, ma si stava davvero tutti caldi e insieme e bene... E c'era un violino divino suonato da un divino ragazzo alto, magro, e così bello e selvaggio, con una tunica azzurro cielo come gli occhi e dei perfetti lineamenti di indefinibile nazionalità... E c'era una tromba e un flauto traverso e dei pifferi e chitarre e tre djembé che però non sono veri djembé e non mi ricordo mai come si chiamano, e vari ovetti e campanelli e ragazzi e ragazze che suonavano ogni oggetto avessero fra mani e piedi.... Io se non fossimo stati tutti così vicini mi sarei messa in un angolo a ballare, ma lì mi avrebbero vista tutti, e no, non era il posto dove per forza volevo essere guardata. Ma giusto perché amo farlo dove nessuno mi conosce e non mi ritrova l'indomani....
Così peccato, che siamo andati via tanto presto... Anche se tornati in città dopo un'ora di strada siamo rimasti in giro fino a tardi... Ed eravamo appena sei-sette i più intimi, alla festa in tutto una quarantina, e anche per strada c'era la radio e c'erano le chiacchiere e mi ha chiamato quel tal qualcuno che ha detto okay, ti voglio vedere con tutte le tue barricate e decidi solo tu dove e quando e cosa posso chiederti senza "sconfinare", e allora ho detto anch'io okay, vieni a far colazione con me e i miei amici e poi mi riporti a casa tu.
Anzi, il pomeriggio era passato piangendo perché avevo deciso di chiamare gli Occhi Neri della mia vita e fare gli auguri, ma sai com'è, ancora dal fatidico 31 agosto finiamo a parlare di perché e con chi mi hai tradito e ti odio e mi hai distrutto. Così chiudi il telefono, Gala, fatti passare il dolore e la rabbia, smettetela di farvi gli auguri per le feste, poi richiama solo appena prima del cenone quando sei più calma, e non roviniamoci la serata, così ho detto non ci pensiamo tesoro, voglio che stai bene, perché non sono l'unica che piange, ma sarebbe meglio se invece che tutti e due non piangesse nessuno di noi due. Allora è andata, richiudo il telefono serena e ci ripenserò molto prima di rialzarlo. Non è così che deve andare?
Rispetto alle premesse la notte è stata calda e morbida. Ci hanno dato due biglietti di carta in cui si scriveva tutto ciò che di vecchio volevamo eliminare da noi, e nell'altro i desideri per il nuovo anno. Dopo di che un minuto prima di mezzanotte abbiamo bruciato nel camino i fogli con tutte quelle cose brutte, che il vecchio anno li porti via e lontano, e poco dopo mezzanotte abbiamo attaccato tutti i fogli con i desideri a un enorme mazzo di palloncini ad elio, retto per contrappeso da un palloncino ad acqua. E nella piccola pioggia di acqua esplosa scoppiandolo, abbiamo guardato come dei bambini tutti gli altri palloncini sparire velocissimi nel cielo buio, in un attimo che ha fatto respirare aria ghiacciata e pura a tutti i nostri desideri.
Credevo fosse una cazzata, invece è stato emozionante. Come vedere il fuoco che bruciava quella lista di cosacce nel camino. Certo... Nel camino ne ho bruciate sette (lo noto solo ora, il numero magico per eccellenza), in cielo invece di desideri da mandare ne ho avuto solo uno... Ma basterebbe a rendermi davvero serena.
Ieri sera invece casa e pigiama già alle 20... Con una matta voglia di FILM. Ne ho visti tre di seguito senza nemmeno una pubblicità e una pausa pipì e un attimo di riposo... Ma ci vorrebbe un altro post per parlarne, così almeno vi dico i titoli. Il primo era Il ladro di orchidee. E vi dico solo che si apre sul set di Essere John Malcovich, parlando di uno sceneggiatore sociopatico con relativo gemello vitalissimo (N. Cage) che deve trarre un film da un libro su un ladro di orchidee scritto da una giornalista di quasi mezz'età bella e triste (Meryl Streep)... Ora, per chi non l'ha visto, come on, lo faccia. Per chi l'ha visto... doppia interpretazione... Voglio salvarlo io dalla svolta americana con un cambio di mano fra i gemelli alla sceneggiatura o ha proprio una caduta di stile in linea con i consigli del commerciale Professore di cinema?! Vedetelo e mi direte... Il secondo era una boiata di intermezzo con Cameron Diaz e due amiche sue che si facevano tutta San Francisco credo, e non spendo neanche una parola ché sarebbe sprecata, ma l'ho fatto giusto perché in attesa del terzo, grandissimo, mitico film: La ragazza con la pistola, di Mario Monicelli, con una strepitosa e giovanissima Monica Vitti.Che fa la siciliana dell'entroterra mandata nella Londra fine anni sessanta per uccidere Maccaluso Vincenzo, l'uomo che l'ha compromessa senza sposarla... Una commedia così ben fatta, ma così ben fatta, ma così ben fatta, che se non vi guardate 'sto film mi incavolo moooolto più che per il ladro di orchidee :)
Vi racconto solo una scena, non resisto... C'è lei sempre vestita di nero con una treccia lunga fino al sedere, che non parla una parola d'inglese (e quasi nemmeno d'italiano) ma ha trovato e accettato l'ospitalità di un giovane e aitante meccanico scozzese, con la solenne promessa che lui non l'avrebbe sfiorata con un dito. E' sera, qualche giorno dopo, partita di rugby e tost davanti alla tv, divano, lei si guarda in giro annoiata e lui urla e incita contro la squadra avversaria.
Assunta: - Ma che uomo sei?
John: -What?
A: -What man are you?
J: -Why?
A: -Un uomo e una donna, a casa, da soli, e la tv ti guardi?! Watch tv, alone?
J: -Ahhhh, Assunta, okay...
Finalmente si crede che lei abbia deciso di fare l'amore con questo carinissimo giovane per bene... Così lui inzia a provarci e scoppia il finimondo.... Monica Vitti scappa rovesciando tutti i lumi e i mobili della casa in cerca della sua pistola, lui la insegue Oh Darling, come here.... Ma finalmente schiacciata per terra sotto di lui lei gli punta una forchetta contro gli occhi e lo costringe a fermarsi...
John: -But what are you doing?!?!
Assunta: -UN VERO MASCHIO CI DEVE PROVARE, MA UNA VERA DONNA DEVE RIFIUTARE!
Alché lui si incazza e si chiude a chiave in una stenzetta; e lei tutta scomposta e turbata, rimasta sola nel resto della casa a soqquadro, dice in perfetto siciliano....
-Ma comu, a cchiave TU ti chiudi?!?!
:) Mes amis, è un film che adoro... E' un anno iniziato con calma e serenità. Con gli amici giusti, la mia famiglia, la determinazione di portare a compimento le migliaia di cose da fare... Ora sì che mi sento più leggera e ho voglia di dirvelo, 'sto fatidico Auguri, e che possiate sentirvi propositivi.
GalaPerifrasticAttiva*
visitato *loading* volte