Gala Dalì

Imperare sibi maximum imperium est

venerdì, 25 giugno 2004

-Premessa post scripta: Ero entrata per scrivere tutt'altro, stasera, ma ho trovato nei commenti qualcosa di più urgente da sistemare.-

Se la Mina che ha commentato il mio ultimo post eri tu allora era l'addio di un'amica, e non rimetterai piede in queste pagine, ne sono certa. Ti scrivo lo stesso però, so che non parleremo a breve di persona. Per capirci ti chiamerò con il tuo soprannome, "cleptomania". Questo mondo virtuale è tremendo, magari Mina è una persona qualunque che parla di sè, ed io penso che sia qualcun altro che parla di me. "Come se non avessi incontrato nessuno", c'è scritto così. E mi riempio di domande, già, dei perché e se e se di cui sopra.... Allora decido di sfogarmi, e dire che penso di non aver capito nulla di quello che è successo in queste ultime settimane. Ho avuto bisogno di non sentire un'amica, un'amica ha avuto bisogno di non sentire me, ma non mi piace il fatalismo di chi guarda le corde spezzarsi senza alzare un dito, giusto perché va così, giusto per pigrizia. I rapporti si costruiscono e fondano su due presupposti: una reciproca stima, simpatia, affetto - o chi per loro - in partenza, e poi una sana cura nel tempo. Io per anni non ho alzato la cornetta per chiamare la mia più cara amica del liceo, e per anni ha avuto la pazienza di chiamarmi lei. Quando ha smesso e non ne ho saputo più nulla ho deciso che toccava a me, con volontà e costanza. E così è successo, così, oggi, siamo di nuovo le stesse di sempre. Accetto l'augurio di buona fortuna da persone che non conosco, e ne sono grata, lo ricambio. Ma non lo accetto da chi mi sta vicino, ha solo il sapore di un addio vigliacco.

Ero ancora più silenziosa stasera, fuori con amici, ma stavo meglio. Sento i miei pensieri iniziare a  farmi compagnia, forse farò l'abitudine alla solitudine e troverò l'equilibrio che cerco. E' fatto così, credo, nei miei ideali. Di corazza e parole.

A Cleptomania, se è sotto le spoglie di Mina, una gran tirata d'orecchie. A Mina, se non è Cleptomania ma una qualunque utente, "te possino" per tutte le seghe mentali che mi stai facendo fare ;)

Gala più confusa che persuasa.

Postato da: galadali alle 02:49 | link | commenti (1) |

lunedì, 14 giugno 2004

Un disco dei Pixies che ascoltavo qualche anno fa. Mi ricorda esattamente di un incrocio attraversato con il sole negli occhi, in macchina con due amiche tornando dal mare. Urlava, una di loro due. Here Comes Your Man. E non ho idea di dove siano adesso.... Selezione naturale. Crescendo le persone finisci per lasciarle in certi punti della tua vita e smetti di percepirle. E' inspiegabile come si inizia a diventare amici, e ancora più strano come un giorno ti svegli e non senti più la natura di una persona. "Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce", diceva un proverbio ladino. Io ricordo la prima volta che sono uscita con chiunque ma non ricordo mai l'ultima. Non fareste tutto diversamente se sapeste che è l'ultima volta? Certe volte si sente, il più delle volte no. Perché è difficile ammettere che le cose cambiano, tendiamo all'inerzia anche nei rapporti personali. Io, almeno.

Negli ultimi mesi la mia guerra col mondo è arrivata ad un perfetto risultato, ho quasi azzerato i miei dialoghi e le mie uscite con le persone che ho avuto accanto finora. Così, perché una sera non mi è andato più bene di stare a guardare ognuno cadere mille volte sui propri errori. E dato che sono la prima a ripetermi ho allontanato tutto ciò che era già stato vissuto. Sono riuscita a cambiare, un bel po'. Mi fa impazzire solo il fatto che se ne siano accorti anche gli estranei e non lo abbia notato chi ho Molto vicino. La capacità di analisi e giudizio si va smorzando quando entri a fondo nell'anima di qualcuno e dividi la vita con lui. Perché non sei più obiettivo, forse. La mente seleziona i ricordi e si lega ai dolori, non concepisce il dimenticare e il passare oltre. E' per questo che io non vedo più te e tu non vedi più me. Vediamo solo la nostra diacronia, senza riuscire in un colpo d'ascia sincronico. Hey, been trying to meet you. Ho cercato di incontrarti. Ancora solo una volta, un'altra ultima volta che non sarà mai l'ultima e non sarà mai quella buona. Ma tant'è, anche io mi ripeto e cado nell'errore di chi critico. Ho sempre parlato molto, escludendo una fase di mutismo dark-adolescenziale. Adesso mi guardo da fuori e mi vedo di nuovo più taciturna, e sì, credo mi piaccia. Del resto le persone di cui mi innamoro sono quelle che hanno occhi profondi e non aprono mai bocca...  Così venerdi sera ero in giro con amici, e stavo lì zitta zitta con un bicchiere di passito e una sigaretta spenta in mano. - Io che fumo ma non ho mai da accendere, già. - E la cosa peggiore è che mi piaceva da morire non pronunciare neanche una parola. La gente più che cambiare si muove ciclicamente attraverso gli stessi gradini, su e giù, ogni paio d'anni. Come fra l'amore e il sesso, che non sempre giungono insieme.

It's smoking time, now. Perché la sigaretta sigilla i pensieri.

- Mi censureranno il blog per istigazione al tabagismo?! -

Galarina scripsit.

Postato da: galadali alle 22:31 | link | commenti (2) |

mercoledì, 09 giugno 2004

Incredibile.

Un solo attimo e un indirizzo e-mail, tutto qui per entrare nella rete con un blog. Non so neanche bene cosa sia, ma so che adesso mi è congeniale. Ne ho letto solo uno per un anno intero, poi nell'ultima settimana ne ho letti a decine. Perché sono in guerra col mio mondo, oggi. Sono in guerra con tutte le cose che devo fare. Con i silenzi e le incomprensioni, soprattutto. E allora mi sono fatta riempire di parole di persone sconosciute, senza sigaretta fra le labbra, perché in camera non voglio fumare. La notte impastata di fumo è irrespirabile. Riesco solo quando non dormo nel mio letto. Ricordo ancora la prima sigaretta fumata appena dopo, a 800 kilometri da casa mia... Libertà e terrore di essere scoperta. Libertà che adesso voglio con tutta me stessa. Penso alle persone che mi leggeranno, quelle che mi conoscono intendo. E la voglia di censurare le mie parole già mi ha colta, ma ho deciso, sarò più forte, la vincerò. Non so a chi servirà, forse solo a me stessa... E non ho letto abbastanza post per sapere di cosa dovrei parlare, così lascerò che le mie mani si muovano come su una penna e un foglio, come fossi sola a luce bassa, come parlassi ad una cara amica. Di quelle cui non ha senso mentire, tanto pensate ormai le stesse cose. Dopo anni la gente che sta insieme si somiglia, senza eccezione. O almeno gli amici... Come forme concave e convesse che pian piano si scavano l'una sull'altra e si incastrano erose. Irose, come me. Quante volte la mia mente parla mentre la mia bocca pronuncia decine di cose diverse... Quando alla fine mi perdo sto lì con la faccia intenta a chiederti "Cosa?". Perchè non so più se ho ascoltato, parlato, pensato, sognato.

Come qui, davanti al pc. A parlare? E con chi? A cercare invano, invano, di dominare me stessa.

Beata Solitudo, Sola Beatitudo.

Gala_

Postato da: galadali alle 23:03 | link | commenti (2) |

 

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