Gala Dalì

Imperare sibi maximum imperium est

martedì, 21 aprile 2009

Questa sera mi sento molto neutrale, come la Svizzera,
persino rasserenata.
Perciò, nella più leggera delle indifferenze, ascolto i Kings of Convenience mentre cambio la stagione nei miei armadi.
*E mi ringrazio*
..notte..

Postato da: galadali alle 23:12 | link | commenti |

giovedì, 09 aprile 2009

Mi muovo ormai così velocemente che fermarsi è quasi un trauma.
Le vacanze, il ritorno in sicilia, la casa che ho lasciato.
No, non sto già più scrivendo per me. Io so queste cose, so di essere tornata, a chi lo racconto?
Voglio raccontare solo quello che penso:
che corro troppo nella mia nuova vita.
Che tornando per le vacanze a quella vecchia mi sento spaesata e la voce dei miei nella stanza lì accanto fa quasi ormai male. Si sovrappongono le immagini dei mercatini lì al "nord". La notte nel mio lettino adolescente e quella nella casa ikea da giovane - sfigata o alternativa? - che si arrampica su per gli appennini.
Tocco con i piedi le strade italiane. Non penso ogni mattina che sia bello alla fine essere andata via: ma lo penso fortemente quando torno qui per le feste comandate.

Postato da: galadali alle 00:22 | link | commenti |

mercoledì, 08 aprile 2009

Credo stasera di volermi scrivere qualcosa.
Mi sono così automatizzata da non pensare di lasciare il letto per cercare carta e penna in giro per la stanza. Penso di tornare a questo blog che rileggo da giorni per ricordare il mio passato. Di tutti quegli anni non distinguo quasi nulla. Il mio pre-laurea è una nebulosa di debolezze e insicurezza.
Dove sono arrivata...?
Lontano, direi. Lontano da dov'ero, geograficamente, mentalmente.
Ho semplificato quasi tutto.
Ho ascoltato, ho capito. In ampia parte risolto.
Ma soprattutto sono cambiata tanto, e solo una coincidenza mi riporta oggi qui:
che stasera ho voglia di silenzio, da me a me.
Forse tornerò qualche altra volta: rileggendo d'un fiato tutto il blog mi sono resa conto che questo posto custodisce molto di me.
E del resto, perché no?
Ma anche: perché sì?
Avevo nausea prima d'iniziare a scrivere, ero intossicata. Non lo sono già più.
Buonasera, Gala. Sono formale ormai persino con me stessa. Sorrido. Socchiudo la bocca.
s h h h h h h h.....
*

Postato da: galadali alle 02:44 | link | commenti |

giovedì, 03 luglio 2008

Una prova da insonnia, alle 4, dopo un anno.
Ma sempre grazie, e stanotte piano.

Postato da: galadali alle 04:14 | link | commenti (1) |

venerdì, 13 luglio 2007

Ritrovare.

Restituire.

Ringraziare.

Gala sopravvissuta.

Postato da: galadali alle 01:35 | link | commenti |

sabato, 05 agosto 2006

La velocità certe volte è una forza che possiede il tuo corpo fino ad una soglia massima di sopportazione oltre la quale diventa un raptus per cui desideri soltanto rotolare sull'asfalto scarnificata dalle lamiere del tuo motorino.

Cos'è resistere alla voglia di cadere? Paura, e ragione. Istinto invece no.

 

Postato da: galadali alle 20:23 | link | commenti |

martedì, 28 marzo 2006

Gala hors du Self. ----> Bang with no sound.

Postato da: galadali alle 01:21 | link | commenti (1) |

mercoledì, 22 marzo 2006

Se non fosse che non ho mai fumato al mattino, nè bevuto caffé in tutta la mia vita, ci fumerei una bella sigaretta sul caffé di stamattina.

Il tempo ha qualcosa di simile a me. Dalle nuvole piene di vento escono a tratti la pioggia e a tratti il sole. Ma resta nuvolo, dicono a Milano. Con un forte vento incazzato.

Cos'è che manda tutto all'aria? Che mi richiama ancora qui a sfogarmi? Ho prodotto ma non è bastato. Quando mi hai chiesto cosa mi facesse star bene ti ho risposto fare il mio dovere. Perché accumulo tensioni ugualmente? Prenderò un po' d'aria. Farà bene. Aria di biblioteca sotterranea dove non prendono i cell e tu sei solo il libro che hai davanti. Sarà assurdo ma a me piace così. L'aria di cui necessito è quella che non ha nulla a che fare con la vita, anzi. Ne è l'esatto opposto. E' pausa dalla vita vera e fantasia di parole.

Si si, è deciso, sto già meglio. Si pranza e rintana lì giù.

Mi serve un binario; se non lo trovo sotto i piedi la mattina al risveglio, quando mi alzo, lo costruisco da me.

Guten Tag

Postato da: galadali alle 10:55 | link | commenti |

giovedì, 16 febbraio 2006

Se una persona riesce ad umiliarti è segno che ti conosce bene, ma non abbastanza.

Oppure che desidera ferirti, ma è un caso più remoto. Nella mia vita, almeno, per fortuna.

Tranne quella volta che me lo sono meritato, ma poi in fondo mi chiedo, si merita il male perché si è fatti male?

Allora Lutero aveva ragione a dire che dio ha dato i comandamenti per umiliare l'uomo, per ridurlo alla disperazione di sè.

Ma perché oltre ai comandamenti ha avuto bisogno di darci anche le madri, quando le madri sanno benissimo farsi strumento di tali violenze?

E' possibile, allora, che le madri ci conoscano, ma non abbastanza. Perché non ritengo possibile che le madri feriscano di proposito. Dicono che la differenza nell'amore di un genitore per il figlio, rispetto a quello di un figlio per il genitore, sta nel fatto che un genitore non ferisce mai volontariamente il figlio, mentre il figlio sì.

Ci credi sempre mamma?

Se ci credi ancora è perché tua figlia non ha mai parlato. E allora è normale che tu mi conosca, ma non abbastanza.

E poi c'era una storia che una mia amica mi diceva sempre... Diceva che le persone ti fanno tutto quello che tu permetti loro di farti. Ed io penso che Amica abbia tanta ragione.

Piange solo l'occhio sinistro. Okay, ho finito.

 

Postato da: galadali alle 19:52 | link | commenti (1) |

domenica, 29 gennaio 2006

Strano come la musica dipenda da noi. La voglia di musica, intendo, il bisogno di una canzone piuttosto che di un'altra.

Come quando sai che di un libro mai letto, e in camera da almeno otto anni, è arrivato il momento.

Giusto per l'amore di quei dettagli da incrocio sul treno, il libro in questione è La linea d'ombra di Conrad. Gli incroci sul treno sono quelli in cui di un passeggero conosci solo il libro che legge, com'è vestito e che faccia abbia. Che voce, se parla al telefono un attimo. Ma io di treni ne ho presi davvero pochi, in Sicilia non c'è dove cazzo andare col treno. Catania-Palermo sulle rotaie dura cinque ore, e due con la macchina, fatte con calma.

Si studia stanotte, con l'Atlante sul tavolo e fantasie di Berlino.

Gala*

Postato da: galadali alle 22:20 | link | commenti |

 

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